gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
vibrare di suoni
era il mio cuor,
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo
per un compagno ubriaco.
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco
e nemmeno un rimpianto.
Questa canzone di Fabrizio De Andrè fu pubblicata nell’album "Non al denaro, non all’amore nè al cielo". L’intero album parla dell’ "Antologia di Spoon River" di Edgad Lee Marters un must in quegli anni che vi consiglio vivamente di leggere. I personaggi che troviamo nellalbum sono quelli in cui Fabrizio De Andrè ritrovava il suo mondo di diseredati. In questa canzone, che poi è l’ultima dell’album, troviamo la fraseche poi dà il titolo al disco. Troviamo poi se vogliamo l’intero senso di esso secondo me. Essere soddisfatti di aver condotto una vita senza rimpianti o per lo meno averne il meno possibile. Aver comunque fatto ciò che ci sentiamo di fare.















#1 by Elisa on 30 gennaio 2008 - 5:45 PM
Io sn di parte … ma credosia una delle sue canzoni piu’ belle …sorriso ..elisa
#2 by Giorgio on 30 gennaio 2008 - 5:49 PM
Assolutamente! Concordo!
#3 by Cinzia on 30 gennaio 2008 - 6:00 PM
Non è facile ricordare senza aver rimpianti.
Solitamente li vivo ripensando agli sbagli
che ho fatto in certi rapporti, ma questo
è naturale… Non esiste la perfezione.
Buona settimana Marco