Per le energie dissipate
nel coltivare in campi sterili,
per la tua calma
quando tutti intorno isterici,
ti dicevano “Corri poeta corri !!”,
per avere un pezzo da raccontare di questa strada fatta e da fare.
Poeta sei stato
lo sei e lo sarai
fin quando pioggia cadrà sopra le tegole di Ottobre,
fin quando un gallo canterà mattine,
un bimbo e un cane a spasso,
un lieto fine
da raccontare
su ottenari scoscesi e liberi
dissestati e dissennati.
Liberi come piene di fiume
che sdraripano parole e sentimenti,
perchè è quello che sei
quello che senti,
che ti fa essere vivo,
nudo e al di sopra
di una squallida vita mediocre e superficiale
gretta, banale e sciocca.
Liberi di parlare in faccia al mondo,
di guardare tetti in fiamme
su un terrazzo in Agosto
liberi dall’avere un prezzo
liberi ad ogni costo.
Spegnerai la luce,
immaginerai parole,
ti rialzerai per appuntarle al volo
ti rialzerai per dar colore e forma
alla tua vita
che non è banale,non è una proforma
ma va vissuta dosando al giusto metro
quei sentimenti,
che su viali di vetro appannato
camminasti scrivendoci sopra con un dito.
Marco Vasselli















#1 by Carmen on 2 maggio 2008 - 7:06 AM
Un poeta non può essere stanco… vive le luci, i colori, le forme, le emozioni ….in un susseguirsi di parole che sono sempre e solo pesia.
E allora bisogna scriverle, subito.
E’ un dono dgli occhi che comunicano con il cuore e la mente ne descrive le vellutate sensazioni.
Periodi di riposo si, perchè si cambia l’interpretazine in rapporto agli sati d’animo che abbiamo, ma poi si ritorna a scrivere per raccontare le sensazioni ache di questi.
Un abbracci e un buon fine settimana amico mio.
#2 by Marco on 2 maggio 2008 - 8:24 AM
X Carmen: Grazie del commento come sempre. Ti assicuro però che sto attraversando un periodo in cui sono venute a mancare basi affettive che credevo ormai solide. Un poeta può essere stanco di vedere che continua a coltivare la dove nulla può crescere. Un poeta è stanco quando coloro che immaginavi come fratelli si rivelano tutt’altro, un poeta può essere stanco eccome. Prima di tutto esso è un esere umano.
#3 by Anima Egoista on 2 maggio 2008 - 3:01 PM
Favolosa questa poesia … è un passaggio tra la realtà e la fantasia, tra il sogno e l’immaginario, attraverso il fluttuare della vita.
La stanchezza è una realtà e la voglia di vivere è una necessità.
Bravissimo Marco … i tuoi versi suscitano emozioni.
Bacio