…e non te lo scordi
un mattimo d’Aprile
preso sul tuo quaderno a piangere e raccontare
di una sciocchezza che è costata molto.
E non ti scordi i sorrisi di chi è lontano
e nel tuo cuore albergherà per sempre
come parte di un database di emozioni
che non si schioda dalla tua mente
dai tuoi pensieri.
Quartiere a me caro
sempre dove ritorno con piacere,
ma pure un pò sì
di amarezza nel cuore
per tutto ciò che avrebbe potuto ancora darmi.
…e non te lo scordi
il gruppo di samba
di un capodanno lì a suonar tappini
o la casa del pittore tuo amico,
tele e pennelli all’arinfusa
un pò come il suo ego
come la sua cambusa
da dove tirava fuori una tazzina
ed il caffè con il microonde.
…e non te lo scordi
il sorriso della barista che non c’è più
quello delle sue figlie
e le cazzate con l’amico caro
i suoi occhiali
e mille e mille storie,
ripensamenti
disquisizioni su di un passato che ormai non torna.
…e non te le scordi
i pomeriggi con l’amico fleshato
o con la tua migliore amica per negozi
ed i Natali e le Pasque passare
e noi sempre lì
in quello che chiamavamo paesotto.
Lo guardi nella mente, è lì
come un giocattolo rotto
che non potrai più usare
ma che :
" perdio
se mi son divertito !! "
Stretto tra due stradoni
abbracciando chi viene
il mio quartiere è lì
e porta con la sua gente
anche il sorriso mio che vi ho lasciato
il cuore, qualche amico, egli anni più speciali della mia vita.
foto e poesia di Marco Vasselli
Dedicato alla gente di Tor Sapienza
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