Luccicano,piegandosi
a radersi chini i fili della gramigna
la ove, ora si flettono in fila indiana
le pannocchie
Corrente, spira da ovest
a rendere l’eco del mare in un tuono eminente
la sua voce lampante di un padrone esigente
di sua naturale invadenza non raffredda i nostri cuori
non ancora sazi di gioie estive.
Volano gli aghi di pino nell’umido del suo soffio
intralcia il viale di foranti spade sparpagliate
mentre il moto ondoso si divora la rena
in un frenetico abbandono dei suoi arrivi.
Il passaggio di tal forza
che di sale ci pizzica le narici
a rinvenir chi di tale fortuna non renda giustizia
A ricordarci a noi che di tal respiro
fin dà fanciulli ci riempiva la vita di gioie paesane.
Passerà pure stavolta
come le stagioni il suo sibilo rassicurante e caldo
sulla nostra pelle
a ricordar ad ognun di noi la fine di un’età
e l’inizio di un altro autunno
Quello che il destino da tal soffio
ha riempito i nostri occhi
scalfito lacrime sulla guancia
regalandoci carezze
Riservandoci nell’intimità dei pochi il suo caloroso respiro
e il suo ritorno per il nostro avvenire
Poesia scritta da Ana TF
Tutti i diritti sono riservati.














