galoppa il vento
condottiero
che spira di gelida morte
Scende dal suo cavallo grigio
dal nord
sguaina la sua spada
un impeto di tramontana
Nella sua armatura
luccica d’argento
in un tonfo il risveglio della quercia
Abbassa l’elmo
un passero nel nido
si scuotono i rami
in spilli pungenti di brezza
Il soffio nemico
è incessante
fanno scudo le foglie ramate
Ad una a una
cadranno
smorte nella brina del mattino
Giaceranno nel campo gli scudi
impavidi combattenti
S’alzerà il vento
a cantar vittoria
in uno stropiccio di resa.
“Mentre il sangue della caccia
sgorgherà a rivoli
nelle foglie già morte
sazierà soltanto
bocche e mosche”














