(e quando accadrà
il demonio del grande rammarico
il mio girovagare dovrà
fuggire ovunque,
inseguito dalla colpa)
Di quel che sciupai
ben più sciuperò
fra i timori e l’inettitudine,
e a ogni persa occasione o viltà
la tua fine in me
crescerà come un’onta.
Canto il bene che ti vorrei,
chiuso tra le catene
di un’incomprensibile prigione che mi opprime.
Canto il nulla che prenderai
dalle folli mie pene,
e non mi è di consolazione sapere
che son figlie anch’esse di te.
Stai guardandomi…
Ti sento…lo sai?
ma non serve a farti raggiungere
da un afflato di umanità.
E apatia ti dò,
anelando alla dolcezza.
Canto…















#1 by Roberto on 1 dicembre 2009 - 5:26 PM
Non mi piacciono i Marlene. Questa canzone infatti non la conoscevo ma il testo mi ha spinto ad ascoltarla su youtube. E purtoppo mi ci rispecchio.
#2 by Marco on 1 dicembre 2009 - 11:36 PM
Roberto, come per ogni cosa gli artisti descrivono emozioni universali, cioè, prima o poi ognuno di noi c’e’ passato. A me piacciono, e purtroppo mi ricordano una persona per cui ho sofferto, ma che vuoi fare ? E’ la vita. Troppo sarebbe bello sempre tutto rosa e fiori.