Mi dicevano ” Tu vai piano “
in un mondo che correva
mi dicevano ” idiota “
in un mondo che non sogna.
Mi dicevano ” Sei forte “
e continuavo a scriver
e serate di bistecche, pane caldo
visi amici e familiari.
Mi dicevano ” Continua “
e continuavo a scriver,
e tra alti, bassi e fossi
tra cunette, curve e dossi
la mia corsa non cambiava
sempre al passo d’uomo onesto.
E non rubo e non spaccio
e non truffo e non mi faccio
con un laccio fisso al braccio
o pastiglie per il sesso
o pastiglie per lo sballo,
sono il cavaliere nero
come quello di Proietti
sono un buffo ometto calvo pieno zeppo di difetti
con gli occhiali a grosse lenti
e rispetto per le genti
che han donato luci ed ombre
a questi anni di ecatombe.
Tra una crisi esistenziale
ed un panico incombente
sempre loro a darmi forza
ed a dirmi ” scrivi un libro “
ed a metterci anche un nome
colorare una farfalla
su d’un fiore appesa resta
come sere,
come questa
in cui corrono di fila
come un film che non mi stanco
di vedere e rivedere
questi anni
giorni e sere
a parlare ed ascoltare
dentro i cuoori della gente.
” Tu vai piano “
ora è il mio motto
come il sugo napoletano
non lo fai in un quarto d’ora,
ci vuol tempo,
si fa presto
a dir quello, quello e questo
ma finchè rimango desto
in sto mondo che è una guerra
griderò forza e eresia
a quel sogno che mi libra
da prigione fa poesia
e mi porta assai lontano nel mio lento andare piano
dagli schifi che ho d’intorno
per scavarmi nell’interno
sviscerare le parole
tra una luna d’alba e sole
tra le dune d’un deserto che fan oasi di sorrisi
tra quel mare di illusioni che han chiamato anche ” Utopia “
e montagne di problemi
io che scrivo i miei poemi
dico grazie amici ancora
piano abbatto anche i problemi
piano poso le ali a sera
sopra petali di viole
come il libro che ho di dentro
e lo porto a chi lo cerca
finchè ho forza nelle suole !!
Marco Vasselli – 2011 - © Tutti i diritti sono riservati














