Non voglio esser per te
lo spavaldo che forse credevi
la minaccia da temere
o fonte dei tuoi dubbi
od un problema.
Sto qui da tempo
vivendo della tua assenza come un danno,
superstite alla tua gioia,
ricordando il tuo sorriso,
un saluto dal bus
la piazza dove corremmo spensierati.
Ascolto i Subsonica e i Marlene ,
non disdegno i Baustelle,
ne mi fa schifo al cazzo Charlie Chaplin,
consapevole che
ogni volta che mi nego un sorriso
è un giorno perso.
Ed ho un ricordo di te come di una,
nessuna,
centomila
mattine e sere a bestemmiare e creder,
che in nessun posto
se non dentro di noi
siamo stati legati
da quell’affetto
chiamato ” la sottile linea bianca ” .
Che lega le persone a cui teniamo,
come perle e collana
e ti ricorderò così per sempre,
piccola iena o musa di nessuno
o altre milleseicento cose che tu sai.
Ma il tempo indietro non te lo danno mai !
Marco Vasselli.
2011
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